La Civiltà cattolica

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Civiltà Cattolica, 1891
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a pag.385 comincia il testo "A che servano le fortificazioni di Roma"

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pp 444-452 rec. recensione critica a don Domenico Fontana La Bibbia di fronte alla luce odierna della scienza"

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Page 143 - Che l' universo a Dio fa simigliante. Qui veggion l' alte creature l' orma Dell' eterno valore, il quale è fine, Al quale è fatta la toccata norma. Nell' ordine ch' io dico sono accline Tutte nature, per diverse sorti, Più al principio loro, e men vicine ; Onde si movono a diversi porti Per lo gran mar dell' essere, e ciascuna Con istinto a lei dato che la porti.
Page 539 - Non tamen ad haec commodo perveniri nisi ea conditione potest, ut privatus census ne exhauriatur immanitate tributorum et vectigalium. lus enim possidendi privatim bona cum non sit lege hominum sed natura datum, non ipsum abolere, sed tantummodo ipsius usum temperare et cum communi bono componere auctoritas publica potest. Faciat igitur iniuste atque inhumane, si de bonis privatorum plus aequo, tributorum nomine, detraxerit.
Page 532 - Communitatem quidem, quippe quam summae potestati conservandam natura commisit usque eo, ut publicae custodia salutis non modo suprema lex sed tota caussa sit ratioque principatus: partes vero, quia procurationem reipublicae non ad utilitatem eorum, quibus commissa est, sed ad eorum, qui commissi sunt, natura pertinere, philosophia pariter et fides Christiana consentiunt. Cumque imperandi facultas proficiscatur a Deo, eiusque sit communicatio quaedam summi principatus, gerenda ad exemplar est potestatis...
Page 100 - Poscia cb' i' ebbi rotta la persona Di due punte mortali, io mi rendei Piangendo a quei che volentier perdona. Orribil furon li peccati miei; Ma la bontà infinita ha si gran braccia, Che prende ciò, che si rivolge a lei. Se il pastor di Cosenza, che alla caccia Di me fu messo per Clemente, allora Avesse in Dio ben letta questa faccia, L' ossa del corpo mio sarieno ancora In co del ponte presso a Benevento, Sotto la guardia della grave mora.
Page 650 - ... con duello implacabile fra loro. Cosa tanto contraria alla ragione e alla verità, che invece è verissimo che, siccome nel corpo umano le varie membra si accordano insieme e formano quell'armonico temperamento che chiamasi simmetria: così volle la natura che nel civile consorzio armonizzassero fra loro quelle due classi, e ne risultasse l'equilibrio.
Page 516 - ... ut homo sit, et a belluis differat genere toto, mens seu ratio est. Et ob hanc caussam quod solum hoc animal est rationis particeps, bona homini tribuere necesse est non utenda solum, quod est omnium animantium commune, sed stabili perpetuoque iure possidenda, neque ea dumtuxat quae usu consumuntur, sed etiam quae, nobis utentibus, permanent.
Page 667 - ... o di altro umano accidente; i patronati per i fanciulli d'ambo i sessi, per la gioventù, e per gli adulti. Tengono però il primo luogo, e quasi tutte le altre contengono, le corporazioni di arti e mestieri. Manifestissimi furono presso i nostri maggiori i vantaggi di tali corporazioni; e non solo a prò degli artieri, ma, come attestano monumenti in gran numero, ad onore e perfezionamento delle arti medesime.
Page 642 - Imperocché, soppresse, nel passato secolo, le corporazioni di arti e mestieri; senza nulla sostituire in lor veee, nel tempo stesso che le istituzioni e le leggi venivano allontanandosi dallo spirito cristiano, avvenne che a poco a poco gli operai rimanessero soli e indifesi in balia della cupidigia dei padroni e di una sfrenata concorrenza.
Page 532 - ... exerceant. Immo eorum in hoc genere vis est atque efficientia tanta, ut illud verissimum sit, non aliunde quam ex opificum labore gigni divitias civitatum.
Page 531 - Quamvis autem cives universos, nemine excepto, conferre -aliquid in summam bonorum communium necesse sit , quorum aliqua pars virilis sponte recidit in singulos, tamen idem et ex aequo conferre nequaquam possunt.

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