Ammaestrammenti degli antichi, latini e toscani

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Ricordi e compagno, 1861 - 671 pages
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Popular passages

Page 495 - Versi. Quale cosa è più lieve che la piuma ? la polvere : e quale più che la polvere ? il vento : e quale più che '1 vento? la femmina : e quale più che la femmina ? nulla. 6. Verso. Volgesi sanza dimora la femmina per ciascun
Page 97 - Seneca terzo de ira. La buona contrada e la buona aria non giova tanto al corpo, come agli animi non bene sani conversare con migliori di sé: la qual cosa, quanto possa, conoscerai vedendo che le fiere bestie per lo conversare degli uomini diventano mansuete. (3) Nel diritto sentiero. (4) L
Page 207 - ... uccidere Marcantonio, i quali, benché eglino avessero già le spade isguainate e menate, stupiditi del suo parlare, sanza spargere di sangue le rimisero nelle guaine. 13. Aristotile, nel primo della Rettorica. Non è ragionevole detto dire che sia laida cosa di non potersi aiutare con mano, e non sia laida cosa di non potersi aiutare con parole. 14. Autore. Dunque grande cosa è il bene parlare. 15. Tullio, nel secondo de Officiis. Quale è più nobile cosa che...
Page 165 - ... l'altre cose disse: Sempre credetti io meno al mio senno che all'altrui. RUBRICA III Che udire è cagione di sapienzia. 1. Dunque, con ciò sia cosa che uomo non debbia credere al suo proprio senno, però (i) si conviene d'udire altrui.
Page 263 - Monacorum. Ciò che tra' servidori di Dio si fa da uno o da pochi, e non si tiene tra tutto '1 corpo della fraternità, o egli è soperchio o è superbo; e però è da giudicare che sia nocevole, e che più dimostri vanità che virtude. Varrò, nelle sentenze. Notrica concordia lo formare de' costumi secondo gli animi degli abitatori.
Page 197 - ... latini, ovvero se mal canti colui che si vuole fare tenere buono musico, tanto è più laida cosa quanto egli offende contra quello di che dice ch'è maestro. Così lo dottore della vita...
Page 195 - L'opere tue non facciano vergogna al tuo dire, né quando tu parli nella Chiesa, alcuno tacendo risponda: Perché dunque quelle cose che tu di', tu non le fai? Bilicato maestro è quegli, il quale con ventre pieno conforta a digiunare. Dire male dell'avarizia eziandio lo ladrone puote. 4. Gregorio, sopra quella parola di...
Page 299 - Valerio Massimo libro quinto. Lo pretore di Roma avendo condannato a morte una gentildonna, diedela al soprastante della prigione che la vi dovesse uccidere. Il soprastante mosso da pietà non la strozzò incontanente, e anche concedette che una sua figliuola andasse a lei, sì veramente (829) che non le lasciava portare niuna cosa da mangiare, credendo che per fame morisse.
Page 69 - Scipione era usato di dire ch' egli non era mai meno ozioso che quando era ozioso, nè meno solo che quando era solo. Veramente magnifico detto e degno a grande e savio uomo; per lo quale si dimostra, che egli nell'ozio de' fatti ripensava, e nella solitudine con seco parlava.

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