S. Francesco e Dante: nel vii0 centenario natalizio del santo

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Tipografia Sensi, 1882 - 270 pages
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Page 246 - In forma dunque di candida Rosa Mi si mostrava la Milizia santa, Che nel suo sangue Cristo fece sposa. Ma l' altra, che volando vede e canta La gloria di Colui che la innamora, 5 E la bontà che la fece cotanta, Si come schiera d' api che s' infiora Una fiata, ed una si ritorna Là dove suo lavoro s' insapora, Nel gran Fior discendeva, che s' adorna 10 Di tante foglie, e quindi risaliva Là dove il suo Amor sempre soggiorna.
Page 142 - Di quella costa , là dov' ella frange Più sua rattezza, nacque al mondo un sole Come fa questo tal volta di Gange. Però chi d' esso loco fa parole Non dica Ascesi, che direbbe corto'', Ma oriente se proprio dir vuole.
Page 68 - Lo maggior don che Dio per sua larghezza Fesse creando , e alla sua bontate Più conformato, e quel ch' ei più apprezza, Fu della volontà la libertate, Di che le creature intelligenti E tutte e sole furo e son dotate1. Or ti parrà , se tu quinci argomenti , L
Page 170 - Corse, e correndo gli parv' esser tardo. O ignota ricchezza, o ben verace ! Scalzasi I^gidio, e scalzasi Silvestro Dietro allo sposo, sì la sposa piace. Indi sen' va quel padre, e quel maestro Con la sua donna, e con quella famiglia, Che già legava l' umile capestro : Né gli gravò viltà di cuor le ciglia, Per esser fi' di Pietro Bernardone, Nè per parer dispetto a maraviglia.
Page 144 - Surge a' mortali per diverse foci La lucerna del mondo : ma da quella, Che quattro cerchi giugne con tre croci , Con miglior corso, e con migliore stella Esce congiunta, e la mondana cera Più a suo modo tempera e suggella. Fatto avea di là mane , e di qua sera Tal foce quasi, e tutto era là bianco Quello emisperio , e 1...
Page 107 - ... al tuo sentir si sterna, ove dinanzi dissi ' U' ben s' impingua ', e là u' dissi ' Non surse il secondo '; e qui è uopo che ben si distingua. La provedenza, che governa il mondo con quel consiglio nel quale ogni aspetto creato è vinto pria che vada al fondo, però ch' andasse ver lo suo -diletto la sposa di colui ch...
Page 231 - Per entro il cielo scese una facella. Formata in cerchio a guisa di corona, E cinsela, e girossi intorno ad ella. Qualunque melodia più dolce suona Quaggiù, e più a sè l' anima tira, Parrebbe nube che squarciata tuona, Comparata al sonar di quella lira, Onde si coronava il bel zaffiro, Del quale il ciel più chiaro s
Page 114 - O insensata cura de' mortali, Quanto son difettivi sillogismi Quei che ti fanno in basso batter l' ali ! Chi dietro a Jura, e chi ad Aforismi Sen giva, e chi seguendo sacerdozio, E chi regnar per forza o per sofismi, E chi rubare, e chi civil negozio, Chi, nel diletto della carne involto, S...
Page 246 - Nel gran fior discendeva, che s' adorna Di tante foglie, e quindi risaliva Là dove il suo amor sempre soggiorna. Le facce tutte avean di fiamma viva, E l' ali d' oro, e l' altro tanto bianco Che nulla neve a quel termine arriva. Quando scendean nel fior, di banco in banco Porgevan della pace e dell' ardore, Ch' egli acquistavan ventilando il fianco.
Page 116 - Io vidi più fulgor vivi e vincenti Far di noi centro e di sè far corona, Più dolci in voce che in vista lucenti. Così cinger la figlia di Latona Vedem tal volta, quando l' aere è pregno Sì, che ritenga il fil che fa la zona. Nella corte del ciel, ond...

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